E’ giunta oggi una triste notizie per tutto il mondo del calcio. A Brescia, dove risiedeva da oltre 50 anni, è morto Azeglio Vicini all’età di 84 anni. Per i pochi che non lo sapessero, fu il commissario tecnico della nostra nazionale in occasione dei Mondiali del 1990, quelli giocati in casa, quelli delle “notti magiche”.

Ed è proprio a quel Mondiale che è legata indissolubilmente la carriera di Vicini. L’Italia si arrese in semifinale, ai calci di rigore, contro l’Argentina: a Napoli finì 1-1 dopo 120 minuti, quello di Caniggia fu il primo gol subito da Zenga in quell’edizione. Vicini ha sempre pensato che quel Mondiale si poteva vincere: “L’avremmo meritato, siamo usciti con sei vittorie e un pareggio mentre l’Argentina arrivò in finale con due sconfitte. Ma fu ugualmente un’esperienza bellissima, l’affetto della gente fu travolgente e la sfida con l’Argentina resterà a lungo una delle partite più viste di sempre in tv”.

Il terzo posto ad Italia ’90 non è l’unico risultato di rilievo di Vicini: lui, tecnico che ha praticamente dedicato la sua carriera all’ambito federale, fu sconfitto ai rigori (contro la Spagna) nell’Europeo Under 21 del 1986 e nel 1988, quando già era a carico della nazionale maggiore (subentrato a Bearzot), raggiunse il terzo posto ad Euro ’88. Nell’ottobre del 1991, dopo lo 0-0 in URSS che decretò l’eliminazione dell’Italia dagli Europei del 1992, Vicini fu esonerato e fu sostituito da Sacchi.