Otto scudetti, 5 Champions League-Coppe dei Campioni, tre Coppe Intercontinentali-Mondiale per Club oltre a sei Supercoppe italiane, cinque europee e una Coppa Italia per un totale di ventotto trofei ufficiali in trent’anni. Sono questi gli straordinari numeri di Silvio Berlusconi da presidente del Milan, un’epopea incredibile ed irripetibile che adesso però, dopo le dichiarazioni di ieri all’uscita dall’ospedale San Raffaele di Milano, sembrerebbe destinata a finire
(il condizionale è d’obbligo quando si parla di Berlusconi).

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Scelta indubbiamente dolorosa quella del presidente rossonero di cedere la maggioranza del club alla cordata cinese, ma rivelatasi necessaria dopo gli ultimi anni in cui del vecchio Milan era rimasto solo il nome, con squadre mediocri a causa di un mercato spesso fatto di parametri zero o di scelte sbagliate e senza una programmazione solida alle spalle. Inoltre il progetto di un Milan giovane ed italiano che non sarebbe potuto andare oltre la qualificazione all’Europa League sembrava non entusiasmare i tifosi rossoneri abituati a lottare per ben altri traguardi.

Ma attenzione a non farsi prendere dai facili entusiasmi, ben vengano i cinesi e i loro milioni se questi serviranno a riportare lustro ad un calcio italiano in difficoltà da ormai troppi anni, ma l’equazione soldi = vittoria nel calcio non è scontata. Serve qualcuno che i soldi sappia spenderli bene con un progetto serio alle spalle altrimenti è tutto inutile. Adriano Galliani negli ultimi anni ha mostrato qualche lacuna nello svolgere questo compito, nessuno mette in dubbio la grandezza del dirigente, ma le ultime campagne acquisti del Milan portate avanti in prima persona dallo storico AD, con o senza liquidità, sono sotto gli occhi di tutti; non si può giustificare il passaggio da acquisti del calibro di Gullit, Van Basten, Roberto
Baggio e Ibrahimovic (solo per citarne alcuni) a quelli di Constant, Traorè, Mesbah e compagnia bella solo con un calo di disponibilità economica, sono mancate anche le idee in questi ultimi anni in casa Milan.

Ai cinesi il compito di risollevare le sorti del vecchio diavolo insomma, ma senza dimenticare che in passato Silvio Berlusconi oltre ai soldi ci ha messo anche passione, idee e programmazione, questi sono gli ingredienti per tornare a riempire San Siro ed arricchire la bacheca di Casa Milan. E adesso cari tifosi rossoneri, prima di intraprendere il viaggio orientale, non dimenticate la vostra e ricordatevi di pronunciare due semplici parole: “Grazie Presidente!”.
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