Il momento tragico vissuto dalla nazionale italiana con la mancata partecipazione ai Mondiali di Russia del 2018 si estende anche a livello politico. A Roma si sono svolte le elezioni presidenziali, necessarie dopo le dimissioni di due mesi fa di Carlo Tavecchio: nessuno dei tre candidati, Tommasi, Gravina e Sibilia, sono riusciti ad ottenere la maggioranza che era richiesta in ognuno dei primi tre scrutini.

Il quarto turno avrebbe previsto il ballottaggio tra le prime due preferenze nel precedente round: Sibilia e Gravina. Decisivo quindi l’appoggio di Tommasi e dall’Associazione Calciatori che, però, hanno preferito votare con scheda bianca. Lo stesso per la Serie C, con Gravina che ha rifiutato l’accordo in extremis con Sibilia. Di fatto, le schede bianche hanno raggiunto il 60%, invalidando così le elezioni.

Lo scenario è quindi chiaro: giovedì, alle 15, è in programma la riunione della Giunta esecutiva del Coni che ufficializzerà il commissariamento della Federcalcio. E potrebbe essere proprio il numero 1 del Coni, Giovanni Malagò, a prendere direttamente le redini del disastrato calcio italiano. L’altro nome che circola è quello del segretario del Comitato Olimpico Italiano, Roberto Fabbricini; da sottolineare anche che il commissariamento avrà la durata minima di tre mesi. In altri termini, Malagò – o chi per lui – deciderà anche su Lega Calcio e futuro c.t. della nazionale.