Gennaro Gattuso ha sperimentato sulla propria pelle cosa significhi prendere in corsa la panchina di un Milan in difficoltà. Esonerato Vincenzo Montella, il club rossonero ha deciso di affidare la guida tecnica della prima squadra ad un’altra bandiera. I precedenti, seppur sotto una dirigenza diversa, non sono affatto incoraggianti, perché sia Seedorf sia Inzaghi hanno pagato lo scotto di allenare sin da subito un club le cui pressioni sono altissime, sia a livello mediatico sia di tifoseria. Ora, i bookmakers sono già scatenati e dopo l’esonero di Montella, si scommette già sui provider che dispongono anche di una lista casino online sulla permanenza o meno di ‘Ringhio’ fino alla fine della stagione.


Il Milan ha deciso di cambiare allenatore anche per via di un calendario che prospetta ai rossoneri un cammino in discesa, almeno per qualche giornata. Il primo appuntamento era proprio rappresentato dalla sfida di Benevento, ma le cose non sono andate come sperato alla vigilia. Le ‘Streghe’ erano reduci da qualcosa come 14 risultati negativi consecutivi ed erano ancora a caccia del primo e storico punto in Serie A. Andati sotto per ben due volte (prima Bonaventura, poi Kalinic in gol per i rossoneri) , i campani sono andati in gol con Puscas (centravanti in prestito dall’Inter) e infine hanno agguantato al 95’ il 2-2 con Brignoli.

Brignoli inguaia subito Gattuso

L’uomo copertina della giornata è proprio l’estremo difensore del Benevento, che come in passato già successo ad altri portieri come Taibi e Rampulla, è riuscito ad andare in gol con un colpo di testa in volo d’angelo. Brignoli ha rovinato sostanzialmente la festa a Gattuso, che ormai pregustava i primi tre punti allenatore della prima squadra del Milan, ma in realtà la gara ha detto anche altre cose. Innanzitutto, che la preparazione atletica dei rossoneri non è parsa adeguata, poiché nella parte finale del match la squadra è sembrata arrancare. Ovviamente, non si può fare una colpa di ciò al tecnico calabrese, che ha ereditato la squadra solo da pochi giorni. Quel che addetti ai lavori e tifosi hanno comunque notato nella gara di ieri è una certa confusione da parte dei giocatori, forse “storditi” dal repentino cambio di metodi di allenamento, perché il modulo è rimasto sostanzialmente lo stesso.


Insomma, per Gattuso è un bel pasticcio perché le attese rimangono elevatissime dopo i 230 milioni di euro spesi in estate dalla dirigenza per avviare la rinascita del ‘Diavolo’. Frange di tifosi ora cominciano a chiedere anche la testa dell’Ad Fassone e del diesse Mirabelli, ma qualora la situazione non si raddrizzasse a pagarne maggiormente le spese sarebbe proprio il nuovo allenatore. Lo sapeva bene ‘Ringhio’ che ha comunque accettato la sfida un po’ per amore del Milan, un po’ perché consapevole che se le cose dovessero girare per il verso giusto, sarebbe l’occasione della vita.

I precedenti di Seedorf e Inzaghi (ma potremmo metterci dentro anche Brocchi) non sono incoraggianti. L’olandese non ha praticamente più allenato nel calcio che conta, se si eccettua la parentesi in Cina con lo Shenzen. ‘Superpippo’, invece, è ripartito dalla Lega Pro e ora sta cercando di riguadagnarsi la massima serie in B con il Venezia. Brocchi è stato allontanato dopo pochi mesi dal Brescia ed ha deciso di lavorare come vice di Capello in Cina. Insomma, negli ultimi anni è un ‘povero Diavolo’ e chi lo tocca sembra scottarsi per sempre. Rino è avvisato.