Dopo una lunga e faticosa battaglia durata 120 minuti, 78 dei quali giocati 10 contro 10, Cile e Argentina si sono giocati la Copa America per il secondo anno consecutivo ai calci di rigore. Il rigore parato da Sergio Romero su Arturo Vidal, poteva essere la spinta necessaria per vincere la Copa, ma poi è accaduto l’impensabile: Leo Messi ha calciato alle stelle il proprio calcio di rigore. L’Argentina perde ai rigori. Di nuovo.

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Terza finale persa dall’Argentina dopo i 90 minuti di gioco regolamentari, e anche stavolta il Pipita Gonzalo Higuain non riesce a trasformare l’occasione d’oro per portare avanti la propria nazionale. Inoltre, ci mette del suo anche Claudio Bravo, autore di una delle più belle parate nei tempi supplementari della storia del calcio.

Ma, giusto o sbagliato, questa partita sarà per sempre associata a Lionel Messi. E la vittoria del Cile è stata il culmine di un incubo dopo tre anni di orrore, con tre finali perse all’ultimo secondo. Un dolore per Messi di gran lunga superiore rispetto a tutte le gioie per le vittorie con il suo Barcellona.

Se ci pensate, è difficile trovare un’atleta che ha ottenuto così tanti successi con il proprio club e così tanto dolore con la propria nazionale. E’ diventata una situazione quasi biblica: il giocatore più forte del mondo che arriva ad un passo dalla vittoria con l’Argentina per poi sprofondare in un incubo.

Dopo questa, ci sono buone possibilità che Messi faccia voto di silenzio ed inizi a vagare nella sua tristezza per il resto della sua vita. La sua barba crescerà così come i racconti sulle sue sconfitte internazionali. I vecchi racconteranno ai giovani: “Quello è Leo Messi. Il giocatore che poteva fare tutto, tranne che vincere un titolo con l’Argentina“.

Se può consolarti, per noi resti sempre il più forte del mondo…

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