SCANDALOSO è il giusto aggettivo per descrivere l’episodio avvenuto nella notte e che ha visto protagonista in negativo il portiere del Livorno Carlo Pinsoglio, aggredito da alcuni tifosi amaranto infuriati per la retrocessione della loro squadra e per l’atteggiamento del loro estremo difensore: è questo l’ennesimo episodio di violenza legato ad un calcio esasperato in cui sbagliare sembra non essere concesso a nessuno.

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Ma attenzione per quanto sia giusto condannare il gesto insensato di alcuni facinorosi, non dobbiamo dimenticarci dei tifosi, quelli veri, quelli che ieri hanno riempito l’Armando Picchi di Livorno, nella speranza di vedere la loro squadra salvarsi e che, oltre alla passione e all’amore per i propri colori, ci mettono anche i soldi per pagare il biglietto.

Per tutte queste ragioni i tifosi meritano rispetto. Rispetto che a volte manca nei loro confronti da parte delle loro stesse società e dei loro stessi allenatori e giocatori. Pinsoglio è e resterà indubbiamente una vittima in quello che è successo ieri sera, perché calcio e violenza devono assolutamente restare due realtà distinte, ma il portiere nelle ultime settimane ha mostrato atteggiamenti molto rivedibili nei confronti sia dei propri compagni che del pubblico labronico.

Andiamo con ordine: tutto ha inizio sabato 7 maggio, il Livorno pareggia 1-1 in casa col Perugia in una gara assolutamente da vincere per continuare a sperare nella salvezza e sul gol del definitivo pareggio umbro pesa come un macigno l’errore dell’estremo difensore amaranto, che non trattiene la punizione all’apparenza innocua di Zapata.

A fine gara il portiere risponde per le rime ad un tifoso che lo critica aspramente per il gol subito, dandogli del coglione e dopo poche ore sul suo profilo Twitter compare uno sfogo dove vengono apertamente attaccati tifosi e compagni di squadra: “Sbaglio una volta e tutti a criticare mentre gli altri hanno fatto cag… tutto l’anno e nessuno ha detto niente”.

Il numero 12 dichiarerà il giorno successivo alla stampa locale che il profilo gli è stato rubato e non è stato lui a scrivere quelle cose, ma nonostante questo la cosa non va giù a società, staff tecnico e tifosi, tanto che Pinsoglio, nella gara successiva vinta dagli amaranto 3-1 ad Ascoli, perde il posto da titolare in favore del secondo Ricci.

Quello che è accaduto ieri sera lo conosciamo tutti o quasi: Pinsoglio subentra a Vajushi sul 2-0 per gli amaranto e va a sostituire l’espulso Ricci per fallo da rigore (inesistente) su Ferrari, subendo incolpevolmente il gol su rigore del 2-1, ma commettendo l’ennesimo e decisivo errore stagionale sul gol del 2-2, che significa retrocessione in Lega Pro dopo 14 anni per i labronici.

Poi a fine gara, il litigio in mezzo al campo con capitan Luci: volano offese a distanza, e il portiere si toglie la maglia con stizza nel tragitto verso gli spogliatoi, non restando in campo a prendersi le proprie responsabilità come il resto della squadra. Atteggiamenti sbagliati dunque…da entrambe le parti…

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