Dopo il mezzo fallimento ai Mondiali di Russia, la Spagna ha un nuovo c.t. La Federazione iberica ha ufficializzato oggi il nuovo allenatore: si tratta di Luis Enrique, ex tecnico del Barcellona e fermo da un anno dopo aver detto addio al club catalano e aver rifiutato nel corso degli ultimi mesi altre offerte provenienti dalla Premier League.

Luis Enrique ha firmato un contratto fino al 2020: il progetto quindi porrà le basi sull’avvicinamento agli Europei “itineranti” che segneranno probabilmente l’inizio di una nuova “era” nella nazionale spagnola. Il prossimo ciclo, tanto per fare un esempio, comincerà senza Andres Iniesta che ha salutato tutti e chiuderà la carriera in Giappone.

Luis Enrique non ha accettato dalla Federazione alcuna intervista “preventiva”. Sembrava che il presidente Rubiales dovesse effettuare una sorta di casting tra l’asturiano, Quique Sanchez Flores e Michel. Alla fine l’ha spuntata l’allenatore col curriculum più ricco e probabilmente anche più adatto a ricostruire questo gruppo partendo dai giovani.

Ricordiamo che dopo le tre vittorie di fila in grandi tornei (Euro 2008 e 2012, Mondiali 2010), la Spagna ha collezionato altrettante delusioni consecutive. La sconfitta con la Russia, negli ottavi di questi Mondiali, è costata cara a Hierro, a sua volta sostituto di Lopetegui a pochi giorni dall’inizio della rassegna iridata.