Il Pordenone, ieri sera, ha sfiorato una delle imprese più clamorose degli ultimi decenni in Italia. La compagine friulana, di Serie C, è stata eliminata dall’Inter, a San Siro, soltanto dopo i calci di rigore negli ottavi di finale di Coppa Italia.


Spalletti, insomma, ha evitato una figuraccia che sarebbe stata storica. Il tecnico toscano non è quindi apparso felicissimo della serata, commentando così nel post-partita: “Probabilmente non ho fatto bene il mio lavoro, l’alert sulle insidie che nascondeva questa sfida non è arrivato. Facevamo confusione e loro si sono caricati dal punto di vista psicologico col passare dei minuti visto che la differenza in campo c’era”.

Hanno deluso soprattutto i nuovi, che faticano a trovare spazio in campionato. Da Karamoh a Dalbert, passando per Cancelo che ha anche rifiutato di battere un rigore: “Siamo andati in difficoltà, ma almeno siamo stati bravi dal dischetto. Cancelo? Il fattore psicologico conta in queste situazioni, ha preferito non battere. Il Pordenone ha messo qualità in mezzo al campo noi ci siamo sentiti sfidati e non abbiamo svolto con ordine i nostri ruoli. Ci sono state poi anche situazioni sfortunate, anche loro possono comunque recriminare per un palo. Abbiamo davvero faticato per passare questo turno, ma i miei giocatori si meritano comunque i complimenti”.